Mercoledì 28 agosto 2019 alle ore10:30 ci troveremo davanti al Museo etnografico delle Regole d’Ampezzo per visitare la mostra in compagnia del prof. Giacomel.

Abbiamo parlato molto in questa rubrica di privilegi e Statuto Cadorino, ora è giunta l’ora di visitare la mostra allestita al Museo etnografico delle Regole d’Ampezzo dal titolo “Massimiliano I – il Magnanimo” e capire come questa figura sia stata così importante per il nostro paese e per l’esistenza delle Regole d’Ampezzo. Grazie ai contatti con il Comune di Dobbiaco siamo stati coinvolti negli eventi in ricordo dei 500 anni dalla morte di Massimiliano I, avvenuta nel 1519, che si terranno durante l’anno 2019 in tutta l’Austria e in particolare nell’area dell’Euregio Tirolo, dove siamo stati accolti nel circuito di presentazione e pubblicità degli eventi. A questo proposito potete visitare la pagina web: https://maximilian2019.tirol/.   Riportiamo quanto troviamo pubblicato sul notiziario delle Regole d’Ampezzo del mese di luglio 2019 per presentarVi la figura dell’Imperatore. Massimiliano I d’Asburgo (Wiener Neustadt, 22 marzo 1459 – Wels, 12 gennaio 1519) è stato imperatore del Sacro Romano Impero dal 1493 alla morte. Grazie a una politica di matrimoni ed eredità fu il fondatore dell’impero universale asburgico, malgrado le sconfitte militari subite in molte campagne, alle quali non esitò a partecipare personalmente. Personalità poliedrica e controversa, fu un mecenate e protettore delle arti, come pure un riformatore della politica e dell’amministrazione del regno. Un suo discendente scrisse di lui: «rapido nel decidere, […] era incostante e abbandonava un progetto non solo quando vedeva che era inattuabile, ma non appena aveva una nuova idea allettante […] Fino a tarda età rimase aperto alle idee nuove, ai progetti avventurosi e verso tutto ciò che la vita e le arti del suo secolo potevano offrire di entusiasmante e godibile. […] La genialità e un coraggio fuori dall’ordinario lo precipitavano nelle avventure più arrischiate. Perciò popolo e letteratura lo chiamarono l’ultimo cavaliere. Era ricco di contraddizioni, ma proprio in ciò risiedeva il suo fascino.». Per Ampezzo fu la figura più importante per la sicurezza, la cultura e l’autonomia in tutta la storia della valle.

La mostra sarà visitabile fino al 6 di ottobre 2019.