Come già comunicato precedentemente ci troviamo alle ore 14:30 al bivio per il castello di Andraz fra Passo Falzarego e Andraz lungo la S.P.48, per il ritorno verso Cortina d’Ampezzo con alcune tappe per scoprire alcuni particolari della Strada delle Dolomiti.

A dare la spinta decisiva allo sviluppo turistico nelle Dolomiti fu indubbiamente il miglioramento della rete viaria, che agevolò l’afflusso dei viaggiatori.  Theodor Christomannos, nato a Vienna da una famiglia di origine greca e trasferitosi successivamente a Merano, comprese l’importanza di una strada che non servisse solo da accesso alle singole valli, ma che collegasse Bolzano a tutta l’area dolomitica. La sua passione per le straordinarie montagne, la sua lungimiranza e il suo spirito di intraprendenza lo fecero quindi ideatore e promotore della “Grande Strada delle Dolomiti”. La sua scommessa, per quanto avversata dalle autorità locali, venne approvata dal governo provinciale tirolese del quale Christomannos faceva parte e dagli ambienti ministeriali viennesi. Con legge provinciale tirolese del 22 agosto 1897 fu deliberato di costruire la strada da Arabba a Canazei fino a Moena, detta del “Pordoi”, e quella da Pieve di Livinallongo a Cortina d’Ampezzo detta “del Falzarego. L’ultimo tratto fino a Cortina d’Ampezzo venne inaugurato l’11 settembre 1909. Così scriveva Theodor Christomannos: “Queste splendide montagne sono rimaste per secoli un mondo delle fiabe, perché ci si poteva arrivare soltanto attraverso impervi sentieri di montagna e valli inospitali, dove la gente di città non ha mai messo piede”. La strada nel corso degli anni fu migliorata e asfaltata ma il percorso è rimasto lo stesso. Lungo il percorso ci fermeremo alcune volte per vedere e raccontarvi di alcuni manufatti che testimoniano la costruzione della strada. Altri sono andati distrutti dalle slavine o dalla Prima Guerra Mondiale, altri sono ancora esistenti.