Mercoledì 31 luglio 2019 alle ore 10:30 ad Acquabona presso il bar “Area 51”.

Raggiungibile anche con autobus urbano linea 2 in partenza da Piazza Roma alle ore 10:00.

Per il terzo appuntamento dei Mercoledì della storia ladina, il prof. Giacomel ci presenterà la Strada Regia. Nel medioevo era nota come strada pubblica e dal secolo XVII strada regia; partiva dalla laguna di Venezia, raggiungeva Mestre e Treviso, attraversava il Piave a Lovadina di Spresiano, puntava su Conegliano e Serravalle, saliva alla torre di San Floriano dove un restello chiudeva la strada per una muda (dogana) e per la verifica delle fedi di sanità (controllo della salute), proseguiva alla Sella del Fadalto, al lago di Santa Croce, toccava una casamatta di osservazione verso sud, raggiungeva Ponte nelle Alpi (Capodiponte) e il castello di San Giorgio, continuava verso nord al forte della Gardona , entrava in Cadore seguendo il corso del Piave, poi tra salite e discese sul fianco della montagna fino a Ospitale a 537 m e Rivalgo a 675 m, continuava segnando due rotaie incise sulla base della roccia distanti 87 cm l’una dall’altra per il passaggio di piccoli carri, ricordando il tracciato di una strada pre-romana. In Cadore non esistevano alternative migliori per il traffico commerciale e militare tra Venezia e la Baviera. La strada protetta dall’antico castello di Pieve, lungo il Boite lambiva le chiese delle pievi di Valle, Venas, Peaio, Vodo, Cancia, Borca, San Vito, Chiapuzza, i prati e la dogana di Acquabona, attraversava Zuel e Cortina d’Ampezzo avanzando nel bosco verso l’altro antico castello di Botestagno, avvicinandosi al Passo di Cimabanche a 1530 m per scendere ai 1410 di Landro e a Dobbiaco da cui partono due strade, una verso il Brennero e Innsbruck e
una ai Tauri e Salisburgo, quindi in Tirolo e in Baviera.