Martedì 6 agosto 2019 alle ore 18.00 presso il Museo Etnografico delle Regole d’Ampezzo.

 

Dalla sinergia tra Stefano De Vido dell’associazione Serendo, l’Union de i Ladis d’Anpezo e le Regole d’Ampezzo, è nata l’idea di un incontro dal titolo: “Gli animali e gli alberi nel nostro immaginario. – Dalla marmotta al lupo, dal mandorlo al pino, totem, spriti-guida, mascotte, amici”, perfettamente in sintonia con l’istituzione  e il luogo che lo ospiterà: il Museo Etnografico delle Regole d’Ampezzo, martedì 6 agosto 2019 alle ore 18.00. In questa occasione Stefano De Vido ci farà scoprire come nell’ antichità animali e alberi, cioè esseri biologici, ma anche pietre, stele e altri oggetti naturali o artificiali venivano considerati entità contenenti un che di divino e di sacro, in qualità di totem. Mettevano cioè in contatto il terreno col celeste.

L’ albero, proiettandosi verso l’ alto, aveva lo stesso ruolo che poi nel tempo hanno acquisito ziqqurrat, piramide, obelisco, omphalos greco, campanile.

Esistevano intere selve sacre, in Mesopotamia, in Grecia, nell’ Impero Romano, presso i Celti.

Determinati aspetti associati vengono conservati da boschi noti come quello di Somadida e, seppur variati in termini giuridici, da enti quali le Regole.

Nelle radure tra le selve venivano posti spesso altari.

Molti miti e leggende narrano determinate vicende: Dafne che scappa da Apollo e si trasforma in alloro ad esempio, Adgistis che si trasforma in pino.

Non molto differenti le leggende nostrane su piante e fiori.

Lo stesso vale per gli animali: ed è così che dalla lupa romana arriviamo alla marmotta ladina. Non di rado gli animali facevano da spirito-guida per portare interi popoli in luoghi abitabili durante le migrazioni.

La desacralizzazione della natura dovuta alla modernità ha poi trasformato entità sacre in mascotte di supporto, accompagnamento, buon augurio: scoiattoli, caprioli, ecc.

Nel frattempo, il crescere della civiltà – o almeno il suo lato buono – ha permesso all’ umanità di capire come gli animali ci siano compagni di vita, non di rado amici, sia quelli domestici, sia quelli selvaggi. Questi ultimi anche nonostante determinate problematiche, le quali però spesso sono generate indirettamente dall’ uomo stesso e dallo stress ambientale che crea.

Vi aspettiamo numerosi

Presidente ULd’A

Elsa Zardini